Arma Trasmissioni


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  L' ARMA DELLE TRASMISSIONI

           
Nasce come Specialità dell'Arma dei Genio e già nel 1883, nel 3° reggimento Genio di nuova costituzione, sono inserite due brigate telegrafisti (i battaglioni di allora) preludio alla trasformazione in reggimento telegrafisti.
Il deposito di quest'unità mobiliterà la massa dei reparti per i collegamenti operanti durante la guerra 1915/18 (prima mondiale).
                                                                            

Riconosciuta la validità e l'importanza di avere a disposizione unità destinate esclusivamente alla gestione dei collegamenti, sono costituiti fra il 1918 ed il '19 un nuovo reggimento telegrafisti, dal 1919 al '26 i battaglioni telegrafisti di corpo d'armata, dal 1926 due reggimenti radiotelegrafisti, al cui scioglimento nel 1932 i battaglioni sono inquadrati nei reggimenti genio.

Nel corso del secondo conflitto mondiale sono mobilitate compagnie telegrafisti, radiotelegrafisti, teleradio, battaglioni misti collegamenti per C.A., e le compagnie inserite nei battaglioni misti del genio.

Passa la guerra e la specialità, seguendo lo sviluppo tecnologico, cresce a sua volta di importanza. Il 16 maggio 1953 alla Specialità Collegamenti del Genio è data la denominazione di Trasmissioni e trasformata in specialità autonoma. Conseguentemente nell'ambito delle grandi unità hanno vita battaglioni e compagnie trasmissioni.
La legge 30 dicembre 1997 sancisce la costituzione dell'Arma delle Trasmissioni che attualmente comprende otto reggimenti trasmissioni, un reggimento di sostegno TLC, un battaglione ricerca elettronica, un battaglione guerra elettronica, un Comando C4 IEW.

Come previsto dal D.M. in data 1° giugno 1999, la nuova Arma delle Trasmissioni è articolata su due specialità: specialisti in telematica e specialisti in guerra elettronica.

FESTA: 24 giugno - anniversario della Battaglia del Piave (1918).
PATRONO: San Gabriele Arcangelo (29 settembre).
CONCESSIONE BANDIERA: decreto .30 giugno 1998.

                        

 

 

 

 

 

 

 

 


La Bandiera dell'Arma, concessa con decreto 30 giugno 1998, si fregia di una Medaglia d'Argento al Valore dell'Esercito ed è custodita presso la Scuola delle Trasmissioni in Roma Cecchignola.

 

 Medaglia d'Argento al Valore dell'Esercito - Decreto 18 maggio 1977
 Fin dal momento della sua costituzione, 1953, innestandosi su una lunga e gloriosa tradizione nel settore dei collegamenti militari, l'arma delle Trasmissioni si è costantemente prodigata, con generosità ed ammirevole spirito di servizio, in difficili e complessi interventi, volti alla realizzazione o al ripristino di sistemi di comunicazione, a supporto di situazioni operative importanti e diversificate, sia in territorio nazionale sia lontano dalla madre Patria. Il suo contributo è sempre stato prezioso e fondamentale per consentire l'attività di comando e controllo, con particolare riferimento alle operazioni di soccorso in occasione di pubbliche calamità (Vajont, Sicilia, Friuli, Toscana, Campania - Basilicata), alle operazioni per missioni di pace (Libano, Namibia, Kurdistan,Albania, Somalia, Mozambico e Bosnia) ed alle operazioni di controllo del territorio ("Forza Paris" - "Vespri Siciliani"). Le elevate qualità professionali e lo spirito di sacrificio del personale dell'Arma, le caratteristiche di modernità tecnologica dei mezzi in dotazione e la prontezza operativa delle sue unità, hanno contribuito sostanzialmente all'efficacia degli interventi operativi ed al prestigio dell'Esercito Italiano (Roma 1° giugno 1953 - 8 marzo 1993).

 

 L' ARMA DELLE TRASMISSIONI

L'Arma delle trasmissioni assolve il gravoso compito di mantenere in efficienza il sistema dei collegamenti dell'Esercito Italiano, ovunque esso sia schierato. Per assolvere la sua missione l'arma impiega mezzi ad altissimo contenuto tecnologico che sono distribuiti in tutti i reparti della Forza Armata. Alcuni dei materiali in dotazione sono descritti nelle pagine a seguire.

 

S I C R A L

Il SICRAL è un sistema di telecomunicazioni satellitari, estremamente complesso e tecnologicamente avanzatissimo, formato dal satellite (lanciato l'8 febbraio 2001 dal centro spaziale di KOUROU nella Gujana francese con il razzo-vettore Ariane 4), da un centro di gestione e controllo e da terminali terrestri, navali ed aerei. Il sistema consente collegamenti video, voce e dati sul territorio nazionale e con contingenti impegnati in operazioni di pace all'estero. Si tratta di comunicazioni riservate, assolutamente sicure, e utilizzabili anche per usi civili in caso di emergenza (basti pensare al ripristino delle telecomunicazioni in caso di emergenza calamità naturali) e anche in contesti - come i voli a bassa quota, in aree montuose - in cui i collegamenti via radio tradizionali sono spesso impossibili. Tutti questi terminali garantiscono l'interoperabilità con le altre nazioni, specie con quelle aderenti alla NATO. Fino ad oggi, solo USA, Spagna, Francia e Gran Bretagna disponevano di sistemi simili, anche se tecnologicamente più datati e meno flessibili.

Il progetto, conforme ai requisiti operativi elaborati dal Centro Consultivo Studi e Ricerche (CCSR) e dallo Stato Maggiore Difesa - TEI con la collaborazione degli Stati Maggiori delle Forze Armate, è stato realizzato prevalentemente con fondi della Difesa e consentirà il soddisfacimento ottimale di comunicazioni, in voce, dati e video a breve, media e grande distanza ed esattamente in particolare:

  • sicurezza delle comunicazioni con una rete satellitare protetta sia da disturbi elettromagnetici intenzionali o accidentali;
  • immediatezza delle telecomunicazioni;
  • interoperabilità con analoghi sistemi militari delle altre nazioni e istituzioni (NATO - UE);
  • disponibilità di assetti di comunicazione da impiegare per qualsiasi esigenza;
  • copertura radio dell'intero territorio nazionale, di tutta l'area europea e di quella mediteranea con possibilità d'estensione anche nell'area atlantica.

Il SICRAL sarà impiegato operativamente, per le esigenze di comando e controllo di carattere strategico e tattico ed in particolare:

  • per la conduzione di operazioni terrestri, navali ed aeree;
  • per garantire, nelle situazioni di emergenza conseguenti a catastrofi, i collegamenti per il coordinamento delle unità destinate alle operazioni di soccorso nonchè la costituzione di una rete flessibile e rapidamente riconfigurabile di comunicazioni telefoniche;
  • per lo scambio di comunicazioni tra le Alte Cariche dello Stato, in occasione dei loro movimenti in Italia e all'estero;
  • per lo scambio di comunicazioni degli Organi Decisionali con i Comandi Operativi nella zona d'operazioni e con il singolo mezzo (veicolo, nave, aeromobile) impegnato nella missione.

Il SICRAL si presenta quindi come un sistema essenziale per l'efficace condotta di operazioni militari negli attuali e futuri scenari in aree vicine e lontane e di conseguenza come un valido contributo a consolidare e rafforzare il ruolo delle Forze Armate e dell'Italia in ambito internazionale e assicurare i collegamenti per il coordinamento delle unità destinate alle operazioni di soccorso.

L'Italia dispone già di altri due satelliti militari in orbita, dedicati all'osservazione della terra: si tratta di Helios-1A ed Helios-1B realizzato congiuntamente con Francia e Spagna. Helios-1A è stato lanciato il 7 luglio 1995, Helios-1B il 3 dicembre 1999 (quasi alla fine della vita operativa del primo esemplare). Questi due satelliti dovrebbero essere seguiti da Helios-2A (nel 2003) ed Helios-2B (dopo il 2004) con capacità di rilevamento anche di notte e con le nuvole in quanto forniti di apparati radar e ad infrarossi. Per la gestione dei dati inviati dai satelliti, ogni Paese ha un centro principale ed un centro di raccolta delle immagini. Il primo ha funzioni di comando, di analisi delle richieste delle autorità, di elaborazione del piano di lavoro, di trattamento e utilizzo delle immagini. Il secondo ha un'antenna con cui riceve le immagini e le registra per poi smistarle al centro principale. I sei centri sono interconnessi per assicurare sempre il funzionamento del sistema. In Italia il centro di raccolta è in provincia di Lecce e quello principale a Roma.
Con tre passaggi, ogni satellite può riprendere una zona che va dalla Turchia a oltre le Canarie.

 

COMUNICAZIONI

PER NON DIMENTICARE

NOMI ILLUSTRI DELLA STORIA MILITARE, DELLA CULTURA E DELLA POLITICA ITALIANA HANNO FATTO PARTE DELL’ARMA DEL GENIO, CHE NEL TEMPO HA ANCHE DATO VITA ALL’AREONAUTICA MILITARE ED AL CORPO AUTOMOBILISTICO DELL’ESERCITO, OGGI ARMA TRASPORTI E MATERIALI .

FRA I TANTISSIMI ILLUSTRI GENIERI DEL PASSATO E DEI TEMPI PIU’ RECENTI, RICORDIAMO I PRINCIPALI, EROI NEI CAMPI DI BATTAGLIA, CATTEDRATICI NELLE UNIVERSITA’, POLITICI ILLUSTRI E STUDIOSI DI ALTO RANGO .

Pietro MICCA
Ignazio BERTOLA
Virginio BONDINO
Luigi Federico MENABREA
Camillo BENSO conte di CAVOUR
Domenico CHIODO
Gaetano FAINI
Mariano BORGATTI
Guglielmo MARCONI
Paolo CACCIA DOMINIONI
Giuseppe CORDERO LANZA di MONTEZEMOLO
Filippo NICOLAI
EMILIO CAIZZO
Giovanni LECCIS
Ettore ROSSO
Giorgio DE SANCTIS

 

LA RADIO e il suo inventore

GUGLIELMO MARCONI

  

Guglielmo Marconi 

una storia, una vita

Guglielmo Marconi nasce a Pontecchio, in provincia di Bologna, il 25 Aprile 1874.

Sin da giovane si interessa agli studi sulle onde elettromagnetiche condotti da altri scienziati dell'epoca quali Maxwell e Hertz lavorando a Bologna e a Firenze; per approfondire maggiormente le sue conoscenze in un'ottica applicativa si trasferisce a Livorno ove lavora nei laboratori dell'Accademia Navale.

Suo grande merito fu quello di intuire la possibilità di impiegare le onde elettromagnetiche per trasmettere informazioni a lunga distanza.

 

La villa paterna di Pontecchio costituì il suoi primo Laboratorio negli anni fra il 1894 e il 1895; fu lì che Marconi costruì un primo rudimentale apparecchio radio in grado di trasmettere segnali elettrici ad una distanza di 2400 m. Il suo apparecchio era composto da un generatore elettrico collegato ad una rudimentale antenna che altro non era che un filo di materiale conduttore isolato nell'aria.

Marconi perfezionò poi la sua invenzione utilizzando come antenna trasmittente quella inventata dallo scienziato russo Aleksandr Stepanovic Popov; per migliorare la ricezione dei segnali trasmessi dall'apparecchio, Marconi utilizzò il rivelatore di onde elettromagnetiche, il coberer, realizzato dallo scienziato francese Désiré-Édouard-Eugene Branly.

Con questi mezzi il 'segnale' tramesso era costituito da semplici impulsi elettrici; Marconi realizzò quindi la prima trasmissione radiotelegrafica, trasmettendo un messaggio telegrafico senza che l'apparecchio trasmittente e quello ricevente fossero collegati con un filo.

I successi di Marconi, cui in Italia non si diede molto rilievo, attrassero invece l'attenzione di sir W. H. Preece ingegnere capo dell' English Postal Telegraph, il servizio di poste e telegrafia inglese, che chiese a Marconi, nel 1896, di raggiungerlo in Inghilterra, per conoscere meglio e perfezionare la sua invenzione; il 2 giugno del 1896 Marconi ottenne il brevetto per il suo sistema di trasmissione e ricezione radiotelegrafica.

Nell'anno successivo, il 1897, riuscì ad aumentare la portata di trasmissione della sua radio, ricevendo da una nave segnali trasmessi dalla sua stazione situata a La Spezia ad oltre 15 Km. di distanza

Tornato a Londra nel 1898, Marconi fondò la Marconi's Wireless Telegraph and Signal Co. in cui raccolse un gruppo di ricercatori per approfondire gli studi sulla radio-trasmissione. Al Marconi's Wireless Telegraph and Signal si deve, ad esempio, la costruzione dell'apparato di sintonia dei trasmettitori radio che permise la soppressione dei disturbi derivanti dalla sovrapposizione delle trasmissioni radio su una stessa frequenza.

Gli studi di Marconi sulle trasmissioni radio proseguirono, di pari passo con i suoi successi; tra questi è da registrare - per l'interesse che suscitò negli Stati Uniti - la trasmissione tra Poldhu, Cornovaglia (Inghilterra) e San Giovanni di Terranova (St. John's, Terranova - Stati Uniti): il 12 dicembre 1904, per la prima volta, informazioni venivano trasmesse attraverso l'oceano alla velocità della luce.

 

A questo punto era possibile comunicare informazioni con terre lontanissime in tempi incredibilmente brevi; basti pensare che prima di Marconi un documento per l'Inghilterra da parte degli Stati Uniti doveva essere spedito tramite nave fino a destinazione, con tempi di arrivo (naufragi a parte !) valutabili in decine di giorni, spesso almeno un mese; con l'invenzione di Marconi il 'viaggio' delle informazioni durava solamente pochi minuti dato che le onde radio 'corrono' - come noto - alla velocità della luce.

Nel 1904 Marconi, dopo lunghe trattative con le poste inglesi, ricevette da queste l'esclusiva per la trasmissione di messaggi commerciali che sarebbero stati ricevuti dalle navi di linea inglesi; nello stesso anno Marconi diede vita anche ad un altro servizio utilizzando la sua invenzione : la prima agenzia giornalistica che divulgava le varie notizie, mediante la telegrafia senza fili, sulle navi della Cunard Line.

La comunità scientifica mondiale riconobbe la genialità della invenzione di Guglielmo Marconi e ritenne giusto insignirlo del premio Nobel; nel 1909 Marconi ricevette infatti, insieme a K. F. Braun, il Nobel per la Fisica.

Durante la Prima Guerra Mondiale (1915-1918), Marconi venne arruolato come ufficiale di marina e lì ebbe la possibilità di sperimentare con successo l'impiego delle radiotrasmissioni anche in ambito militare.

Negli anni successivi Marconi si dedicò al perfezionamento degli apparecchi impiegati nella radio-telegrafia e compì anche studi sulla nascente radiofonia viaggiando sul suo panfilo-laboratorio Elettra; su questa compì molti esperimenti sulle trasmissioni radio ad onde corte e cortissime che verranno poi impiegati in medicina e nella costruzione dei moderni sistemi di scoperta e rilevazione tramite onde radio (RAdio Detection And Ranging = RADAR).

Guglielmo Marconi ebbe molti riconoscimenti ed onorificenze tra cui :

  1914 nomina a Senatore del Regno
  1919 Plenipotenziario alla Conferenza di pace di Versailles
  1929 insignito del titolo di Marchese
  1930 Presidente dell'Accademia d'Italia
  1935 Titolare di Onde Elettromagnetiche all'Università di Roma

 

Marconi ricevette poi la Laurea in Fisica honoris causa dalla Università di Bologna, dalla Oxford University e dalla Columbia University.

 

 

 

                             

Splendido modello di apparecchio Radio                                             Ancor di più...                                                           Modello francese          

 

 

IL TELEGRAFO

Dal telegrafo senza fili all’invenzione della radio

La radio nel corso del Novecento assunse un ruolo di primo piano. Sia per la diffusione delle idee legate al Fascismo e al Nazismo sia per organizzare le resistenza dopo la caduta dei regimi totalitari. Hai già letto un comunicato del generale francese De Gaulle ai suoi concittadini subito dopo l’occupazione tedesca diffuso attraverso un’emittente clandestina, chiamata "radio Londra". Si trattava di una radio che trasmetteva nella lingua degli Alleati, prevalentemente l’inglese, e che forniva notizie veritiere sull’andamento della guerra. In Italia, come in Germania, le notizie sull’andamento della guerra, ma anche prima della guerra, le notizie riguardanti le opposizioni, erano filtrate e quindi falsate. La popolazione non aveva un’esatta percezione degli avvenimenti, senza contare il fatto che spesso alcuni di essi, come l’esistenza dei campi di concentramento, erano del tutto ignorati.

Gli italiani conoscevano la voce di Mussolini attraverso la radio che era presente nelle case di tutti, nei luoghi di lavoro, nelle scuole e perfino nelle piazze più importanti delle grandi città. Attraverso la radio si ascoltavano le notizie che il regime voleva si conoscessero. Le prime trasmissioni furono emanate nel 1924 dalla URI (Unione Radio Italiana) divenuta nel 1928 EIAR (Ente italiano audizioni radiofoniche, l’odierna RAI). Esisteva una sola rete che trasmetteva svariati programmi e naturalmente la voce del duce che in diretta pronunciava tutti i suoi discorsi. Non diversa era la situazione in Germania, dove Hitler fece della radio un’arma di persuasione dal potere subdolo e sottile.

Ma a chi si deve l’invenzione della radio?

Per saperlo dobbiamo fare un piccolo passo indietro: l’invenzione della radio la si deve a un collaboratore di Guglielmo Marconi, un giovane studioso italiano originario di Bologna, il quale aveva messo a punto, nel 1895, a soli 21 anni, il primo telegrafo senza fili o radiotelegrafo.

Il fisico italiano trasmetteva messaggi sfruttando le onde elettromagnetiche o hertziane - dal nome dello scienziato tedesco, Heinrich Rudolf Hertz che dimostrò in laboratorio che queste onde si propagano alla velocità di 300.000 chilometri al secondo - che si propagano in linea retta ma che raggiungevano la superficie concava della Terra grazie alla ionosfera, uno strato dell’atmosfera che riflette le onde elettromagnetiche come uno specchio, impedendo che si disperdano nello spazio. Grazie alla ionosfera queste onde velocissime in un secondo possono fare sette volte il giro della Terra. Il brevetto del radiotelegrafo però fu inglese, dal momento che il Ministero delle Poste e Telecomunicazioni italiano si dimostrò disinteressato. Presto l’importanza del telegrafo senza fili risultò chiara agli occhi di tutti: Marconi nel 1909 ottenne meritatamente il Premio Nobel per la fisica e la sua invenzione si rese protagonista di un importantissimo episodio di cronaca. Nel 1912 il più grande transatlantico del mondo, il Titanic, mentre compiva il suo primo viaggio, urtava contro un iceberg e in pochi minuti colava a picco. Soltanto l’SOS lanciato col radiotelegrafo consentì ad altre navi di venire in soccorso dei naufraghi, salvandone 700 su 1200.

Il Titanic era dotato di trasmettitore del tipo a scintilla con Rotogap ( scintillatore rotante ) con una potenza di 5 KW, per maggiore sicurezza la nave era equipaggiata con un secondo trasmettitore a scintilla con Rotogap della potenza di 0,5 KW. I ricevitori erano due uno in funzione ed uno di riserva erano del tipo rigenerativo e montavano uno speciale detector progettato da Guglielmo Marconi.

Il primo radiotelegrafista di bordo ( Jack Philips )
che si vede nell' immagine, durante le prime ore
di navigazione aveva avuto contatti radio con
Tenerife e Port Side distanti dalla nave
rispettivamente 2000 e 3000 miglia.

Un passo ulteriore fu l’invenzione della radio. La trasmissione della voce umana, a distanza e senza fili, fu resa possibile da uno speciale amplificatore dei segnali (detto valvola termoionica), inventato da un collaboratore di Marconi e perfezionata da un americano. In ogni caso Marconi rimase all’avanguardia anche in questo campo, e dalla sua società inglese di radiodiffusione, fondata subito dopo il suo trasferimento in Inghilterra, in seguito al disinteresse italiano per la sua eccezionale scoperta, fu trasmesso nel 1920 il primo concerto di musica classica. Dieci anni più tardi i possessori di radio del mondo erano già alcuni milioni, e la fabbricazione di questi apparecchi costituiva uno dei maggiori settori della produzione industriale. Se questi apparecchi, abbastanza cari, fossero stati acquistai soltanto dai più ricchi, la loro diffusione sarebbe stata limitata. I più numerosi acquirenti furono invece proprio i meno ricchi, che non potendo permettersi concerti o teatri, con la radio avevano in casa svago e divertimento
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Rispondi alle seguenti domande

1.     Che ruolo ebbe nel corso della seconda guerra mondiale "radio Londra"?

2.     Chi era Guglielmo Marconi? Per ché la sua scoperta non ebbe fortuna in Italia?

3.     Spiega come si muovono nell’atmosfera le onde elettromagnetiche. Cos’è la ionosfera?

4.     Perché una radio può salvarti la vita?

5.     Che legame può esserci tra regime totalitario e diffusione della radio?

6.     Perché la radio nelle case, benché costosa, era frequente?

 

PERSONAGGI FAMOSI E STRUMENTI ELETTRICI

Luigi Galvani

nacque a Bologna nel 1737 e vi morì nel 1798.

Medico e scienziato si dedicò dapprima agli studi teologici, che abbandonò ben presto per quelli medici. Si laureò in medicina nel 1759. Nel campo della fisiologia ebbe l’ altissimo merito di aver per primo rilevato le importanti reazioni fisiologiche dell’elettricità su alcuni preparati neuromuscolari di rana. Galvani ebbe il merito di aver aperto il capitolo dell’elettrofisiologia.

IL GALVANOMETRO

è uno strumento di grande sensibilità, atto a rilevare le debolissime correnti e tensioni continue riscontrabili nelle esperienze del tempo; è impiegato poi per numerose misure di laboratorio e un tempo, anche come apparecchio ricevitore dei primi, evanescenti, segnali telegrafici.

Nato a seguito delle osservazioni di H.C. Oersted sulla deviazione di un ago magnetico ad opera di una corrente elettrica e dopo la primitiva realizzazione del Multiplikator l di J.S. Schweigger del 1820, nella sua prima forma era costituito da una bobina fissa percorsa dalla corrente da misurare, che faceva deviare un leggero ago in un magnete permanente.

MICROAMPEROMETRO A ZERO CENTRALE

IL GALVANOMETRO BALISTICO

Il Galvanometro Balistico e’ uno strumento in grado di misurare variazioni di corrente di tipo impulsivo, cioè di durata è estremamente piccola .

I normali galvanometri , pur essendo molto sensibili ( possono rilevare correnti dell’ordine dei m A ) presentano dei momenti di inerzia troppo elevati per permettere il rilevamento di correnti che variano molto rapidamente nel tempo .

Per rilevare fenomeni impulsivi che presentano un periodo estremamente piccolo occorre realizzare un dispositivo indicatore in grado di tradurre il fenomeno elettrico a breve periodo in uno spostamento di un indice a lungo periodo .

Il Galvanometro Balistico è quindi dimensionato in modo da presentare un elevato momento di inerzia e quindi un grande periodo di oscillazione per seguire, con sufficiente ritardo, l’azione deviatrice della coppia motrice .

L’indice di tale strumento non dovrà muoversi durante l’intervallo di tempo in corrispondenza del quale varia la grandezza da misurare, ma dovrà in seguito assumere una posizione di equilibrio in corrispondenza della quale permettere la lettura per mezzo di una adeguata scala .

Sarà quindi necessario che lo strumento acquisisca dell’energia in forma cinetica con elevata accelerazione senza spostare il proprio indice per poi convertire detta energia in forma potenziale elastica ottenendo lo spostamento dell’indice e quindi rendendo possibile la misura della grandezza applicata .

Il Galvanometro Balistico risulta adatto a misurare fenomeni che variano con estrema rapidità che uno strumento indicatore normale non sarebbe in grado di seguire e che, comunque , noi non saremmo in grado di leggere.

Per concludere si sottolinea il fatto che il Galvanometro Balistico non fornisce il valore istantaneo della grandezza applicata , ma ne fornisce l’integrazione nel tempo .


Alessandro Volta

nacque a Como nel 1745 e qui morì nel 1827.

Fu professore all’università di Pavia, pubblicò diverse memorie d’elettrologia.

Volta è rimasto celebre per la scoperta della sua "pila", avvenuta nel 1799.
Con la
pila fu possibile, per la prima volta avere una vera corrente elettrica fluente in modo continuo in un circuito; si aprì così la strada a quelle esperienze d’elettrologia che dovevano portare così copiosi e importanti frutti.

Volta attribuì la forza elettromotrice (f.e.m.) presente nelle esperienze, al contatto fra 2 metalli diversi e provò che la f.e.m. è diversa secondo i metalli e la temperatura del giunto fra di essi, mentre non dipende dalle dimensioni del contatto.
In questo campo le prime esperienze furono fatte da Volta con l’elettroscopio condensatore, era un elettroscopio a foglie d’oro in cui la solita pallina superiore era sostituita da un disco con la superficie superiore verniciata, sopra il quale si appoggiava un altro disco isolante.

VOLTMETRO

È lo strumento che misura la tensione o differenza di potenziale tra due punti in un circuito.
Caratteristica generale di questa categoria di strumenti è l’inserzione in parallelo nel circuito da misurare. Inserendo lo strumento in tal modo tra due punti a potenziale diverso, si ottiene la circolazione, nello strumento stesso, di una corrente proporzionale alla differenza di potenziale tra i due punti e inversamente proporzionale alla resistenza interna dello strumento. Poiché quest’ultima è nota, la deviazione dell’indice dello strumento risulta proporzionale alla d.d.p. (differenza di potenziale), di conseguenza è possibile tarare la scala direttamente in Volt ed seguire la misura di tensione.


AMPÈRE ANDRÈ MARIÈ

nacque a Polemieux- Au- Mont- d'Or (Lione) nel 1775 e morì a Marsiglia nel 1836.

Fisico francese dall' ingegno molto versatile e un autodidatta severo. Si affermò nel 1824 per lavori fisico- matematici ed elettrodinamici d'importanza assoluta. Egli dimostrò che un filo conduttore percorso da corrente genera un campo magnetico ed esercita quindi una forza su un ago magnetico (bussola) posto nelle vicinanze. Egli fu soprattutto grande fisico e come tale oggi lo ricordiamo. In suo onore è detta ampere (A) l'unità di misura dell'intensità di corrente elettrica e si misura con lo strumento detto amperometro.

AMPEROMETRO

Caratteristica generale di questa categoria di strumenti è l'inserzione in serie nel circuito da misurare, da ciò consegue che la loro resistenza interna deve essere piccola e quindi trascurabile rispetto a quella del circuito sul quale sono inseriti (in tal modo si ha un autoconsumo molto ridotto e non si alterano le condizioni di funzionamento del circuito).


JAMES WATT

nato nel 1736 e morto nel 1819.

Nel 1769 brevettò prima macchina a vapore munita di un condensatore per il raffreddamento del vapore. Utilizzando con geniale tecnica l’espansione del vapore riuscì realizzare un motore termico a funzionamento continuo. Fu nominato nel 1757 "fabbricante di strumenti di precisione" all'università di Glasgow. Nel 1782 Watt trasformò la sua macchina in una a doppio effetto, eliminando la fase passiva, il pistone cioè era sempre sotto spinta. Con questo sistema ottenne doppia potenza a parità di cilindrata. Per risparmiare ulteriormente, la fase d’ammissione vapore durava solo per una frazione della corsa attiva che continuava per il solo effetto dell'espansione del vapore. Nel 1787 per rendere costante la velocità delle macchine Watt adottò il regolatore centrifugo che porta il suo nome, usato nei mulini a vento e nelle centrali idroelettriche fino a pochi anni fa.

IL WATTMETRO

è lo strumento che misura la potenza elettrica. E’ costituito da una bobina fissa (bobina amperometrica), che viene disposta in serie al circuito su cui occorre eseguire la misura, e da una bobina mobile (bobina voltmetrica) che è collegata in parallelo: cioè tra i due conduttori la cui d.d.p. origina la circolazione (su di un carico) di corrente che attraversa la bobina fissa. In tal modo, lo strumento è percorso dalla corrente I del circuito in esame (bobina fissa) e da una corrente proporzionale alla d.d.p. ai morsetti del circuito (bobina mobile), La deviazione dell’indice dello strumento è proporzionale al prodotto tra la corrente che circola nel circuito in esame e la d.d.p. ai suoi capi, ovvero alla potenza elettrica che giunge al carico.


OHM GEORG SIMON
nacque ad Erlangen nel 1787 e morì a Monaco nel 1854.

Fisico tedesco, studiò presso l'università della città natale e dal 1833 al 1849 diresse il Politecnico di Norimberga.

Formulò la legge che prese appunto il suo nome e che è fondamentale per l'elettrotecnica: " l’intensità di una corrente elettrica I è direttamente proporzionale alla forza elettromotrice E ed inversamente proporzionale alla resistenza R del conduttore ( I = E / R ) . Negli ultimi anni della sua vita Ohm si dedicò anche all'acustica ed enunciò una legge detta anch’essa di Ohm secondo la quale l'orecchio è un analizzatore di suoni in quanto percepisce separatamente i diversi suoni costituenti un accordo.

L'OHMMETRO

è lo strumento elettrico atto alla misurazione di resistenze elettriche. E' costituito dall'insieme di un milliamperometro e di una pila. Lo strumento viene collegato all’elemento di cui si vuole misurare la resistenza e l' indice subisce una deviazione di entità dipendente dal valore della corrente che percorre il circuito, che a sua volta è funzione della resistenza incognita.


Hertz, Heinrich Rudolph

Hertz, Heinrich Rudolf (Amburgo 1857- Bonn 1894), fisico tedesco.

Conclusi gli studi presso l'università di Berlino, nel 1885 venne nominato professore di fisica al politecnico di Karlsruhe, e mantenne la cattedra fino al1889 , anno in cui si trasferì all'università di Bonn. Hertz studiò e perfezionò la teoria elettromagnetica della luce enunciata nel 1884 dal fisico britannico James Clerk Maxwell e provò sperimentalmente che l'elettricità può essere trasmessa per mezzo di onde elettromagnetiche che viaggiano alla velocità della luce. I suoi esperimenti portarono all'invenzione del telegrafo senza fili e della radio. L'unità di frequenza venne chiamata hertz (Hz) in suo onore.

FREQUENZIMETRO A BATTIMENTO

Il frequenzimetro a battimento è un dispositivo per misurare la frequenza di grandezze elettriche alternate. I frequenzimetri a risonanza meccanica sono costituiti da una successione di lamelle metalliche di uguale lunghezza ognuna con frequenza propria di vibrazioni e da un elettromagnete alimentato dalla grandezza in esame che fa entrare in risonanza la lamella caratterizzata dalla stessa frequenza.

Nei frequenzimetri elettronici la frequenza della grandezza in esame viene misurato per confronto con quella campione di un oscillazione a cristallo.



Nei primi anni '70 il laboratorio di elettronica dell'Istituto venne attrezzato con una serie di strumenti composta da generatori di segnali di B.F. e di A.F. - Osciloscopi singola traccia 10 MHz G471A

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   IL TELEFONO e il suo inventore

 

Antonio MEUCCI

Il Congresso degli Stati Uniti riconosce i meriti di Antonio Meucci
nell'invenzione del telefono

L’articolo "Il Governo degli Stati Uniti contro Alexander Graham Bell - Un importante riconoscimento per Antonio Meucci" [1], pubblicato come supplemento della rivista AEI, nell’ottobre del 1999 ha un'immediata risonanza all’estero: viene tradotto in spagnolo e in inglese, ed è reso pubblico all’Avana nel dicembre 1999.

Contemporaneamente, Catania pubblica, sulla rivista europea ETT (European Transactions on Telecommunications), la memoria Four “Firsts” in Telephony (Quattro primati nella telefonia) [2], dove dimostra come Meucci abbia scoperto, in anticipo di molti anni rispetto alla Bell Co., lo schema antilocale, la segnalazione di chiamata, svariati miglioramenti della struttura del conduttore, il raddoppio della distanza di trasmissione mediante carico induttivo e i requisiti di silenziosità e riservatezza del posto telefonico.

A questo punto, Catania riceve l’invito del giudice della Corte Suprema di New York, Dominic R. Massaro, di recarsi a New York per illustrare i risultati delle sue ricerche al       150th Anniversary Meucci Memorial Committee (istituito in occasione del 150° anniversario dell’arrivo di Antonio Meucci a New York). Del comitato, presieduto dallo stesso giudice Massaro, fanno parte, fra gli altri, l'on.  Vito Fossella e John F. Calvelli, presidente della Conferenza dei presidenti delle principali organizzazioni italo-americane. Il 10 ottobre 2000 Catania tiene, all’Università di New York, la conterenza  Antonio Meucci, Inventor of the Telephone: Unearthing the Legal and Scientific Proofs (Antonio Meucci, inventore del telefono: riesumate le prove legali e scientifiche) [3]. E' acclamato come il Meucci’s Vindicator ed è ricevuto alla Municipalità di New York dallo Speaker della Giunta, Mr. Peter F. Vallone.

Due giorni dopo, il 12 ottobre, il Council of the City of New York vota unanimemente la risoluzione n. 1566, che invita il Congresso degli Stati Uniti “a riconoscere il primato di Antonio Meucci nell’invenzione del telefono e a dichiarare la rivendicazione morale per il suo grande conseguimento a servizio della scienza e di tutta l’umanità”.

Si attivano verso questo obiettivo l’on. Massaro, insieme ai membri del Comitato, fra i quali gli onorevoli Bill Pascrell, jr. del New Jersey, Eliot L. Engel e Vito Fossella di New York, sostenuti da John Calvelli.

Il 15 dicembre,  l’on. Pascrell solleva, per la prima volta, la questione al Congresso, sottolineando il ruolo avuto, a suo tempo, dalla Corte Suprema e dal Governo degli Stati Uniti in difesa di Meucci [4].

Il 20 dicembre, l'enciclopedia Microsoft Encarta, che fa capo a Bill Gates, affida a Catania la preparazione di molte voci relative alle telecomunicazioni, con particolare riguardo ad Antonio Meucci [5].

Nel gennaio 2001, il libro di Catania su Meucci è acquisito dalla Library of Congress e dalla New York Public Library.

Il 1° febbraio, la rivista scientifica americana Bulletin of Science, Technology & Society pubblica l'articolo di Catania "Antonio Meucci: Telephone Pioneer" [6].

Il 24 maggio e il 5 settembre 2001, l’on. Eliot  L. Engel interviene al Congresso per richiamare l’attenzione sui risultati delle ricerche di Catania per quanto riguarda l'invenzione del telefono [7, 8].

Il 17 ottobre, l’on. Vito Fossella propone alla House of Representatives la risoluzione n. 269,  volta a "onorare la vita e le realizzazioni dell'inventore italo-americano del 19° secolo, Antonio Meucci, e il suo lavoro nell'invenzione del telefono". La risoluzione è approvata, con la maggioranza di due terzi, l'11 giugno 2002. 

Con questo atto ufficiale si conclude la revisione storica avviata dall'ingegner Basilio Catania nel 1989 e sviluppata, con esemplare tenacia,  in oltre dieci anni di  approfondite  indagini in archivi di stato, musei e biblioteche in Italia, a Cuba e negli Stati Uniti . Una lunga battaglia, condotta, non per orgoglio nazionalistico ma per fare emergere la verità e per affermare la dignità di tutto il genere umano che non può accettare il perpetuarsi di un'ingiustizia e che riconosce al grande scienziato Antonio Meucci, la scoperta del telegrafo "parlante", l'invenzione del "telettrofono" e il merito di aver contribuito in modo determinante allo sviluppo delle comunicazioni fra gli uomini.

 

                                Schemi vari realizzati da meucci 1883

            

Meucci realizza nel 1885                                                                Sempre Meucci ma più dettagliato

 

        

                 Meucci: 28 novembre 1885                                 Schema del medesimo -  riferito al 18 ottobre 1885

 

 

 

APPARATI TELEFONICI E STAZIONI RADIO Periodo: 1939-1943

I collegamenti tra le opere fortificate e verso i comandi di settore erano assicurati con i seguenti mezzi:

- APPARATI FOTOFONICI: trattavasì di particolari stazioni ottiche che permettevano la trasmissione in fonia mediante l’impiego di fonti luminose. Parlando attraverso un normale microtelefono le vibrazione della voce, trasformate in impulsi elettrici che modificava la luminosità di una lampada, il segnale ottico inviato alla stazione ricevente colpiva una cellula fotoelettrica la quale generava una corrente, che opportunamente modulata ed amplificata in cuffia premetteva l’ascolto in fonia.
Nelle opere la stazione in argomento era sistemata in appositi alloggiamenti direttamente ricavati nella roccia o nel blocco di calcestruzzo, delle dimensioni di cm. 40 x40 ed orientati verso il manufatto con il quale bisognava tenere il collegamento.
La portata di giorno era di circa 7 km. E di notte 9 km., ovviamente le condizioni meteo influiva su tale portata.
La stazione fotofonica, con apposita apparecchiatura, poteva essere collegata alla rete telefonica interna.

- STAZIONI RADIO: per i collegamenti tra le opere furono utilizzati anche i seguenti apparati:

Tipo di radio

R4/D

RF4/D

Gamma 

OM/OC

OM/OC

Frequenze Khz

1.300 - 4.285

1.270 - 4.300

Portata media in pianura

60 in telegrafia ; 30 in fonia

50 in telegrafia ; 25 in fonia

Antenna

Due Dipoli

Due Dipoli

 - COLLEGAMENTI TELEFONICI: furono previsti dei collegamenti via cavo interrato tra le varie opere, essi rimasero pero sempre allo stato di progetto.

1950-1992

Negli anni 50, le mutate situazioni geo- politiche imposero il reimpiego d’alcuni sbarramenti dislocati alla frontiera nord – est. Le opere rimesse in efficienza furono completate,tra l’altro, con una rete telefonica interna ed esterna, nonché munite d’apparati radio idonei al funzionamento anche dall’interno delle stesse mediante apparati suplettivi denominati “Complessi aggiuntivi OB/9”, che erano composti di un’antenna a stilo, cavo coassiale di collegamento, adattore d’antenna e picchetto con isolatore per il sostegno dell’antenna.
Di seguito una breve descrizione sui mezzi delle trasmissioni impiegati:

 APPARATO TELEFONICO DA CAMPO TIPO "EE-8"
 

Impiego

Per i collegamenti interni dell'opera

Tipo di funzionamento

solo telefonia

Costituzione

- Custodia in cuoio o tela con cinghia
- Microtelefono
- Pile

Alimentazione

3 V cc con due pile BA-30 collegate in serie

Portata

- Su reti a battaria locale 10-18 Km secondo il tipo di cordoncino
- Su reti a batteria centrale 3 Km

Organi di chiamata

- Su reti a battarie locale con generatore magneto elettrico
- Su reti a batteria centrale commutatore a molla azionato per sollevamento del microtelefono

Dimensioni e Peso

cm 26x21x11 con custodia ; 5,100 Kg compreso di pile

CENTRALINO TELEFONICO CAMPAPALE TIPO "UC" A 10 LINEE
 

Impiego

Per i collegamenti interni dell'opera e verso altre opere

Tipo di funzionamento

solo telefonia

Costituzione

Cofano cantralino metallico, con cassetta accessori agganciata di fianco composto di:
- 10 pannelli di linea
- Un pannello operatore
- 11 cordoni bipolari con spine e contrappeso a puleggia
- Un pannello comune

Alimentazione

4,5 v cc con tre pile WB-0/200 collegate in serie

Organi di chiamata

Trasmissione con generatore magneto elettrico o vibratore, ricezione da telefoni con chiamata a generatore oa vibratore, avviso di chiamata con segnalazione ottica (lampadina) e possibilità d'inserzione suoneria. Avviso di fine conversazione come quello di chiamata

Dimensioni e Peso

cm 53x20x20 ; 21,500 Kg

Numero di linee

- 10 a batteria locale
- 2 civili, tramite apposita apparecchiatura aggiuntiva (dotazione eventuale)
- una o tre linee virtuali, tramite separatori ad 1 o 3 trasformatori (dotazione eventuale)

Organi di commutazione

- 10 cordoni bipolari con spine jack, di collegamento
- Un cordone bipolare con spina jack per operatore
- Una chiavetta di commutazione
Sono possibili fino a 5 conversazioni contemporanee

CENTRALINO TELEFONICO CAMPAPALE "SB-22/PT". Sostituisce dei primi anni 80 il centralino "UC"
 

Impiego

Per i collegamenti interni dell'opera e verso altre opere

Tipo di funzionamento

solo telefonia

Costituzione

Cofano metallico a tenuta stagna contenente:
- 12 pannelli di linea TA-222/PT
- Un pannello per l'operatore TA-221/PT
- Un complesso microfono-cuffia II-(1/U
- Cofano accessori MX-230/PT o MX-230/P contenente 2 lampadine di riserva e 3 pannelli di linea TA-222/PT

Alimentazione

3V cc con due pile BA-30 collegate in serie per il microtelefono ; 3V cc ottenuti con due pile BA-30 in serie per l'illuminazione e alimentazione suoneria.

Organi di chiamata

Trasmissione con generatore magneto elettrico (20Hz, 90-100V), avviso di chiamata con seganlazione ottica (semisfera con elemento fosforescente) con eventuale funzionamento di suoneria. Avviso di fine conversazione come quello di chiamata.

Dimensioni e Peso

cm 13x39x33 ; 14Kg

Numero di linee

12

Organi di commutazione

Cordoni con spine per jack

STAZIONE "CPRC-26"
 

Impiego

Per i collegamenti nell'interno del plotone difesa vicina

Tipo di funzionamento

Radiofonia a FM in semplice

Costituzione

- Cofano apparato
- Cofano batterie
- Antenne ed accessori
- Borsa

Alimentazione ed autonomia

Batteria di pile a secco, monoblocco CBA-6 o BA-289/U, circa 20 ore di funzionamento normale

Gamma di frequenza

Complessiva per i vari tipi esistenti, da 47 a 55,4 Mhz (Solo onde metriche); per i tipi "G" e "H" da 47,1 a 54,2 Mhz

Dimensioni e Peso

cm 28,5x26x10,2 ; 4,8 Kg con accessori, batterie  e borsa

Canali disponibili

6, selezionabili per mezzo d'apposito commutatore. Può lavorare solo sui canali predisposti. Le frequenze dei sei canali, che di norma non possono essere cambiate, caratterizzano il tipo dell'apparato.

Potenza assorbita e resa

Assorbe circa 5W, potenza in uscita 0,5 W circa

Tipi d'antenna e portate medie in pianura

- Antenna a stilo, portata 1,5 Km circa
- Spezzone di filo isolato da 122 cm , portata 0,5 Km circa
- Antenna a filo con contrappeso (unione dei due precedenti tipi d'antenna opportunamente inseriti), portata 3 Km circa

STAZIONE "SCR-300"
 

Impiego

- Per i collegamenti del plotone difesa vicina all'opera comando
- Per i collegamenti da opera ad opera

Tipo di funzionamento

Radiofonia a FM in semplice

Costituzione

- Cofano apparato BC-1000
- Cofano pile CS-128
- Antenne ed accessori

Alimentazione ed autonomia

Batteria di pile a secco, monoblocco BA-70 (20 ore di autonomia), oppure BA-80 (circa 10 ore di autonomia)

Gamma di frequenza

Da 48 a 48 Mhz (onde metriche)

Dimensioni e Peso

cm 28x43x15; Kg 15 completa di batterie, accessori e borsa

Canali disponibili

40, da 0 a 40

Potenza assorbita e resa

Assorbe circa 10W, potenza in uscita 0,5 W circa

Tipi d'antenna e portate medie in pianura

- Antenna a stilo corta, portata 3 Km circa
- Antenna a stilo lunga, portata 5 Km circa
- In particolari terreni la portata può essere notevolmente superiore

STAZIONE "AN/GRC-9"
 

Impiego

Per i collegamenti dal comando sbarramento ai comandi superiori

Tipo di funzionamento

- Radiofonia AM in semplice
- Radio-telegrafia onde modulata ad AM in semi-duplice
- Radio-telegrafia onde persistente in semi-duplice

Costituzione

- Cofano apparati RT-77/GRC-9
- Alimentatore-vibratore PE-237 oppure alimentatore-sulvoltore DY-88/Fr/GRC
- Generatore a mano GN-58
- Antenne ed accessori

Alimentazione ed autonomia

6, oppure, 12, oppure 24v in cc (con accumulatori) da 6V 75Ah. Rispettivamente 5, 8, 14 ore di funzionamento circa

Gamma di frequenza

Da 2 a 12 Mhz (onde decametriche ed ettometriche)

Dimensioni e Peso

- cm 40x29x22 confano apparati (15 Kg)
- cm 45x24x27 cofano alimentatore-vibratore (37 Kg)
- cm 33x28x30 cofano alimentatore-sulvoltore (16 Kg)
- 80 kg completa d'alimentatore e generatore a mano

Canali predisponibili

nessuno

Potenza assorbita e resa

- Assorbe al massimo 70W, con generatore a mano e 140W con alimentatore-vibratore
- Massima potenza in uscita dal trasmettitore in telegrafia 10W, con generatore a mano 15W con alimentatore-vibratore; in fonia poco meno della metà

Tipi d'antenna e portate medie in pianura

- Antenna a stilo (fino a 5 elementi da un metro)portata in fonia, 25 Km, in telegrafia 56 Km (onde persistenti)
- Antenna filare (a sezioni commutabili) portata in fonia 40 km, in telegrafia 120 Km (onde persistenti)

 


 

 

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